Una vittoria parziale rispetto alle richieste che la nostra associazione porta avanti da tempo: il Governo ha infatti stabilito di prorogare al 31 marzo 2026 l’obbligo di stipula di contratti assicurativi per i rischi catastrofali da parte di piccole e microimprese, ma solo per alcuni settori.
“Si tratta di un piccolo passo avanti – commenta Saverio Banini, presidente di CNA Grosseto – che ritarda, per il momento, l’obbligo di stipula di polizze assicurative che, per tante micro, piccole e medie imprese, rappresentano un costo oneroso da sostenere. Quello che ci lascia perplessi, però, è che la novità, prevista dal decreto Milleproroghe, interessi solo alcuni settori. La proroga, infatti, prevede un trattamento differenziato all’interno del sistema delle micro e piccole imprese e questo ci pare ingiusto. Questo slittamento sarebbe stato necessario per tutti, soprattutto alla luce dei gravi ritardi nella definizione dello schema di contratto tipo e nella realizzazione del portale da parte dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, per consentire alle imprese di confrontare le proposte e scegliere in modo consapevole”.
“La necessità di tutelarsi in caso di eventi atmosferici catastrofici, peraltro sempre più frequenti – prosegue Banini -, non può diventare l’ennesimo balzello per gli imprenditori italiani. Per questo, la nostra associazione invita le imprese a valutare più preventivi per misurare il livello di copertura delle polizze e il relativo premio”.



“Si tratta di un piccolo passo avanti – commenta Saverio Banini, presidente di CNA Grosseto – che ritarda, per il momento, l’obbligo di stipula di polizze assicurative che, per tante micro, piccole e medie imprese, rappresentano un costo oneroso da sostenere. Quello che ci lascia perplessi, però, è che la novità, prevista dal decreto Milleproroghe, interessi solo alcuni settori. La proroga, infatti, prevede un trattamento differenziato all’interno del sistema delle micro e piccole imprese e questo ci pare ingiusto. Questo slittamento sarebbe stato necessario per tutti, soprattutto alla luce dei gravi ritardi nella definizione dello schema di contratto tipo e nella realizzazione del portale da parte dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, per consentire alle imprese di confrontare le proposte e scegliere in modo consapevole”.