Ogni anno in Europa vengono sprecati circa 12 miliardi di euro per sostituire beni e dispositivi che, nella maggior parte dei casi, potrebbero essere semplicemente riparati. Una tendenza che ha anche un forte impatto ambientale, contribuendo alla produzione di circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici. Per contrastare questo fenomeno, l’Unione Europea ha fissato al 31 luglio il termine entro cui gli Stati membri dovranno adeguarsi alle nuove norme sul diritto alla riparazione, estendendolo anche ai prodotti fuori garanzia.
Ai microfoni di Radio Uno è intervenuto Mattia Borghi, presidente di CNA Riparatori di Elettrodomestici, che ha definito il provvedimento “una piccola rivoluzione”. “Fino a oggi – ha spiegato – chi aveva un problema con un elettrodomestico era vincolato alle condizioni di garanzia previste dalla marca. Oggi, invece, c’è l’obbligo di progettare gli elettrodomestici in modo che possano essere riparati”.

 

Fonte: ufficio stampa CNA Nazionale.

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