La Raccomandazione della Commissione europea del 22 giugno 2026 per agevolare il trasferimento delle piccole e medie imprese, per la prima volta, riconosce nel trasferimento d’impresa un elemento di competitività economica e di politica industriale, superando la visione limitata al solo ambito familiare o successorio.

“È una novità che i Giovani imprenditori di CNA accolgono positivamente – commenta Michele Agostini, presidente dei Giovani imprenditori di CNA Grosseto – perché richiama alcuni dei principali ostacoli che rendono complesso il trasferimento d’impresa: la scarsa pianificazione, le difficoltà di accesso al credito, la carenza di servizi di accompagnamento e le inefficienze del mercato della compravendita”. Elementi che l’indagine realizzata dai Giovani imprenditori di CNA aveva già messo in evidenza, anche nel corso di un evento che si è svolto la scorsa primavera a Grosseto.

“Dalla nostra esperienza – dice Saverio Banini, presidente di CNA Grosseto – sappiamo che molte imprese sane, radicate nei territori e portatrici di competenze e relazioni rischiano di interrompere la propria attività, o la interrompono, non per ragioni economiche o di mercato, ma per l’assenza di strumenti adeguati ad accompagnare il passaggio di proprietà: difficoltà nel trovare acquirenti, asimmetrie informative tra chi vende e chi acquista, scarsità di strumenti finanziari dedicati e un sistema di incentivi pubblici più orientato a sostenere la nascita di nuove imprese che a favorire la continuità di quelle esistenti”.

In questo contesto, la Raccomandazione europea indica una direzione che va tradotta in strumenti concreti, prosegue Agostini: “Vanno rafforzati i servizi di accompagnamento e va reso più trasparente il mercato della compravendita d’impresa. Per questo proponiamo l’introduzione di un voucher per servizi di aiuto e accompagnamento, destinato agli imprenditori che intendono cedere la propria attività. I potenziali acquirenti devono poter disporre di una valutazione indipendente e strutturata dell’impresa, che ne evidenzi asset, valore economico, situazione finanziaria e prospettive di sviluppo, così da favorire l’incontro tra domanda e offerta. Inoltre, vanno rafforzate le competenze degli imprenditori attraverso percorsi dedicati di educazione finanziaria, valorizzando anche esperienze già sviluppate in collaborazione con istituzioni come Banca d’Italia”.

Altro elemento centrale è l’accesso al credito e agli incentivi pubblici. “Il trasferimento d’impresa – sottolinea Agostini – deve essere riconosciuto come un investimento economico, esattamente al pari dell’avvio di una nuova attività. Gli strumenti già esistenti devono essere estesi anche alle operazioni di subentro”. Misure come ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, il Fondo di garanzia per le PMI e la Nuova Sabatini potrebbero essere adattate per includere anche chi acquisisce un’impresa esistente e realizza investimenti per garantirne la continuità e lo sviluppo. “Va poi introdotto – prosegue Agostini – un regime fiscale di vantaggio dedicato ai trasferimenti d’impresa, capace di ridurre gli ostacoli fiscali alla cessione e di agevolare i nuovi imprenditori”.

In questo percorso, come sottolinea la Raccomandazione, è strategico il ruolo degli ecosistemi territoriali. “Il trasferimento d’impresa – commenta Banini – non può essere affrontato solo attraverso interventi pubblici, ma richiede una collaborazione tra istituzioni, associazioni di rappresentanza, sistema bancario e Confidi. In questo senso, le esperienze di collaborazione già sviluppate tra CNA e il sistema del credito cooperativo rappresentano un modello da consolidare e le nostre proposte per la riforma della legge quadro sull’artigianato vanno anche verso la direzione proposta e sottolineata da questa Raccomandazione”.

“Per questo ci impegniamo – conclude Michele Agostini – affinché il trasferimento d’impresa diventi una priorità della politica industriale italiana ed europea: mantenere in vita un’attività esistente significa creare le condizioni affinché nuove generazioni di imprenditori possano innovare, investire e far crescere un patrimonio produttivo che poggia già su solide basi”.

 

 

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