Gli impianti di climatizzazione non diffondono il Coronavirus, non costituiscono una minaccia alla nostra salute, rappresentano invece, se ben utilizzati, una importante opportunità per diluire il rischio da contagio. 

Lo riporta una guida realizzata con il patrocinio di CNA che sottolinea alcuni aspetti pratici e sfata tante informazioni errate che, negli ultimi mesi, sono circolate.

La climatizzazione può ridurre il rischio di contagio perché contribuisce alla ventilazione degli ambienti.  L’impianto di climatiz­zazione, che fa anche ventila­zione, immettendo aria esterna contribuisce a ridurre il rischio di contagio tramite diluizione. In pratica, mag­giore è la quantità d’aria esterna che viene introdotta in un ambiente, pulita rispetto al virus, maggiore è la diluizione di carica virale.

Negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione (Ventilazione meccanica controllata, Vmc), questi movimentano aria attraverso un motore/ventilatore e consentono il ricambio dell’aria di un edificio con l’esterno. Questi impianti devono necessariamente mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Per aumentare il livello di protezione da possibili contagi deve essere eliminata la funzione di ricircolo dell’aria, compatibilmente con il funzionamento degli impianti, per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni (batteri, virus, e così via) nell’aria.

In questa particolare fase può risultare utile anche aprire nel corso della giornata le finestre e i balconi per aumentare ulteriormente il livello di ricambio dell’aria.

Ci sono però alcune importanti regole da seguire perché un impianto di climitazzazione garantisca che l’aria che respiriamo non veicoli il Covid-19 o altri microrganismi:

  • pulire regolarmente a impianto fermo (si consiglia una volta al mese) i filtri dell’aria di ricircolo in dotazione all’impianto/climatizzatore per mantenere livelli di filtrazione/rimozione adeguati. La polvere catturata dai filtri rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, e comunque di agenti biologici;
  • pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e con i comuni saponi, oppure con una soluzione di alcool etilico con una percentuale minima del 70% e asciugando successivamente. La pulizia delle griglie contribuisce al buon mantenimento generale dell’aria negli ambienti;
  • nel caso, sostituire il pacco filtrante con modelli più efficienti al fine di migliorare la filtrazione dell’aria in ingresso
    evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti durante il funzionamento dell’impianto;
  • aprire regolarmente le finestre e balconi per aumentare il ricambio e la diluizione degli inquinanti accumulati nell’aria ricircolata dall’impianto;
  • sottoporre l’impianto a controllo e manutenzione di salubrità.

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