Quasi 315mila titolari di imprese individuali italiane hanno almeno 70 anni. E mentre cresce l’età degli imprenditori, si restringe rapidamente la platea dei giovani che potrebbero raccoglierne il testimone. È il doppio movimento che emerge dal dossier CNA “Imprese senza ricambio”, che fotografa a livello provinciale e settoriale l’esposizione del sistema produttivo italiano al rischio di mancato passaggio generazionale.

A giugno 2025 i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni erano, in Italia, 314.824, pari al 10,7% del totale. Dieci anni prima erano 290.328 e rappresentavano l’8,9%. Gli imprenditori anziani sono quindi aumentati di quasi 25mila unità nonostante, nello stesso periodo, il numero complessivo dei titolari individuali sia diminuito.

Guardando all’incidenza degli ultrasettantenni, il valore più elevato si registra a Grosseto, dove ha almeno 70 anni il 18,7% dei titolari individuali, seguita da Viterbo con il 17,9%, Chieti e Trapani con il 17,6%. Una geografia che non coincide semplicemente con la tradizionale frattura tra Nord e Sud, ma individua soprattutto i territori nei quali all’invecchiamento degli imprenditori si accompagna un progressivo indebolimento della base demografica e imprenditoriale più giovane. L’aumento più consistente degli imprenditori over 70 si registra a Enna, seguita da Crotone, Chieti e Vibo Valentia.

“I dati elaborati dalla nostra associazione – dichiara Saverio Banini, presidente di CNA Grosseto – sottolineano come il tema della trasmissione d’impresa, su cui lavoriamo da tempo, sia fondamentale: solo incentivando con politiche attive e con un sistema di credito, finanziamenti e incentivi fiscali ad hoc il passaggio generazionale possiamo accrescere il numero di giovani titolari d’impresa, scongiurando anche la perdita di un patrimonio di saperi e competenze che è, invece, una ricchezza del nostro Paese. Allo stesso tempo il numero di titolari di impresa over 70 dimostra che abbiamo imprenditori resilienti, così interessati al futuro della loro attività che decidono di dedicarvisi per il maggior tempo possibile, pur di non disperdere il loro patrimonio di competenza e abbandonare i proprio clienti”.

La situazione grossetana, però, registra anche elementi di positività, perché presenta un sistema imprenditoriale, seppur piccolo, con una forte componente artigiana e una buona propensione all’imprenditorialità. Se si guarda al numero di imprese attive ogni 1.000 abitanti, Grosseto si colloca al 36° posto su scala nazionale, con 83,4 imprese contro le 80 in Italia. E anche sul fronte delle imprese attive, il 25% di quelle grossetane sono artigiane, con il 21.5% del dato nazionale.  Nel decennio 2014-2024 la crescita delle imprese si è attestata sul +2,3%, un dato al di sotto della media nazionale di 6 punti, ma che può essere legato all’invecchiamento della popolazione.

“Da questi numeri – continua Banini – vediamo come Grosseto si colloca davanti a molte province economicamente più forti e strutturate. Questo significa che non soffriamo di una carenza assoluta di imprenditorialità, ma facciamo fatica per la dimensione e la capacità di crescita delle imprese. Un dato che va contestualizzato anche alla luce della carenza infrastrutturale, che penalizza fortemente il nostro territorio e lo rende meno competitivo e che, come associazione di categoria, possiamo contrastare proprio supportando il trasferimento di impresa”. Come spiega Banini, infatti, CNA sta lavorando per favorire l’incontro tra chi, spesso per questioni anagrafiche, si appresta a lasciare la propria impresa e chi potrebbe subentrare: “La nostra associazione supporta le imprese anche nella fase di passaggio e trasmissione di impresa o favorendo l’incontro e il contatto con altre aziende e imprenditori interessate a rilevarle”.

La provincia di Grosseto conta circa 18mila imprese e 49mila addetti, con una media di 2,7 addetti per impresa. Significativo è anche, rispetto alla media nazionale, il numero di addetti che lavora nelle imprese artigiane: sono il 21,4%, rispetto al 13,4% del livello nazionale, e ciò rende Grosseto la 15ª provincia italiana per questo indicatore.

“Questi numeri – commenta Banini – ci danno la misura di come, anche se la crescita imprenditoriale sul nostro territorio non è alta, Grosseto sia una provincia in cui l’impresa, e soprattutto la piccola impresa artigiana, ha un peso strutturale importante che, come tale, va considerato e accompagnato. Ed è proprio per ‘proteggere’ e far crescere questi elementi che continueremo a portare avanti il dialogo con le istituzioni a tutti i livelli, per migliorare quegli aspetti che oggi rendono la vita degli artigiani della provincia di Grosseto ancora difficile”.

 

 

 

 

 

 

 

Menu Accessibilità