Nei giorni scorsi sono circolate, attraverso canali non istituzionali, indiscrezioni e ricostruzioni relative a presunte ipotesi di riduzione o superamento dei controlli sugli impianti termici, in particolare per le caldaie di piccola potenza. Tali ricostruzioni hanno generato confusione e preoccupazione tra cittadini, operatori e imprese del settore. “Si è determinato il rischio – dichiara Michele Maiolino, presidente di Cna Termoidraulici Grosseto – di fornire ai cittadini un pretesto per ritenere legittimo l’annullamento o il rinvio dei controlli, sulla base di informazioni non ufficiali”.
Su una materia che incide direttamente sulla sicurezza delle persone, sulla tutela ambientale e sulla qualità dell’aria, tutto ciò ha rischiato di trasformarsi in un boomerang, con conseguenze difficilmente reversibili per il sistema dei controlli e per il ruolo delle imprese qualificate.
A fronte di questa situazione, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è intervenuto con una smentita formale, chiarendo che lo schema di Decreto del Presidente della Repubblica attualmente in fase di elaborazione non prevede alcun passo indietro né sul piano della sicurezza né sugli obiettivi di efficienza energetica. Il Ministero ha precisato che il testo in discussione è una bozza non definitiva, che dovrà comunque acquisire il parere della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato, e che il nuovo Dpr dovrà attenersi agli obiettivi fissati dal decreto legislativo di recepimento della direttiva europea, tra cui l’ottimizzazione del rapporto costi-benefici per la collettività e la semplificazione delle attività ispettive. È stata inoltre ribadita la netta distinzione tra il controllo di efficienza energetica, che rimane un adempimento periodico obbligatorio svolto da tecnici abilitati, e le attività di accertamento e ispezione, effettuate a campione dalle autorità competenti.
Nel dettaglio, il Ministero ha chiarito che la bozza di decreto rafforza il sistema dei controlli, rendendoli più frequenti per gli impianti di maggiore rilevanza energetica ed emissiva; mantiene invariata la frequenza dei controlli per gli impianti a gas di potenza compresa tra 20 e 70 kW; incrementa la frequenza dei controlli per gli impianti a gas tra 70 e 100 kW; conferma le disposizioni vigenti per gli impianti alimentati a combustibili solidi.
“Per quanto riguarda le attività di accertamento e ispezione – aggiunge Maiolino -, è previsto un sistema differenziato che combina controlli documentali per gli impianti di minore potenza e ispezioni in situ per quelli di potenza superiore, lasciando comunque a Regioni e Province autonome e la possibilità di ampliare l’ambito degli impianti sottoposti a verifica”.
A differenza di quanto avvenuto in passato, su un tema come quello dei controlli sugli impianti termici non vi è stata una preventiva condivisione della linea né un’azione coordinata tra le associazioni, ma un’iniziativa assunta in autonomia e fondata su ricostruzioni non adeguatamente suffragate da elementi oggettivi o da atti ufficiali. “In tale contesto – prosegue Maiolino – un intervento pubblico realmente efficace avrebbe dovuto essere valutato e costruito congiuntamente, ponendo al centro il valore dell’attività di manutenzione e chiarendo in modo netto la distinzione tra le attività ispettive di competenza delle amministrazioni e le attività di accertamento, che non sono in alcun modo in discussione. La presa di posizione del Ministero permette di stabilire con chiarezza il quadro di riferimento e conferma che sicurezza, efficienza energetica e qualità dell’aria restano obiettivi centrali e non negoziabili nella disciplina sugli impianti termici”.


