Prodotti da restituire o smaltire, danni economici ancora da quantificare e molta amarezza: è la situazione che vivono, in questi giorni, i titolari di saloni e centri estetici dove vengono erogati anche servizi di onicotecnica, a seguito della decisione Ue che, dal 1° di settembre, impone di non usare una serie di prodotti ritenuti dannosi per la salute. Si tratta di quegli smalti che contengono Tpo, ossido di trimetilbenzoil difenilfosfonina che sono state dichiarate cancerogene, mutagene del Dna e tossiche per la riproduzione.
“Eliminare un prodotto ritenuto dannoso per la salute è fondamentale per ogni professionista serio, che mette al centro il benessere dei propri clienti – spiega Catia Mazzarocchi, presidente di CNA Estetica Grosseto –, ma i tempi in cui le nuove regole sono state annunciate ufficialmente e l’entrata in vigore delle stesse non hanno facilitato gli artigiani e le piccole imprese. Abbiamo appreso di questo cambiamento nel mese di agosto, con le scorte in magazzino e la difficoltà di contattare le aziende fornitrici, molte delle quali chiuse. E adesso, stiamo cercando di gestire le rimanenze, che andranno smaltite o restituite al fornitore. Un problema, per lo svolgimento consueto del lavoro, ma anche un danno economico perché anche le aziende più grandi, sono pronte a ritirare la merce, ma riconosco un bonus economico davvero basso per i nuovi acquisti: basti pensare che ci sono fornitori che si sono offerti di scontare del 40% una confezione di smalto, ogni quattro acquistate a prezzo pieno”.
Un danno difficile da quantificare perché saloni e centri estetici, nella maggior parte dei casi, hanno effettuato gli ordini all’inizio della stagione estiva, quando ancora non si era a conoscenza del presunto pericolo.
“I clienti che si rivolgono a imprese in regola – continua Mazzarocchi – possono essere tranquilli sul fatto che gli smalti contenenti Tpo non saranno loro applicati, ma cosa succede a chi si rivolge, invece, agli abusivi? Nessuno andrà a controllare le loro forniture e la qualità dei prodotti che utilizza chi si muove al di fuori delle regole e quindi, ancora una volta, questa situazione diventa un’occasione per mettere in guardia i cittadini: attenzione, perché spesso pensando di risparmiare, si può danneggiare la propria salute oltre che agire al di fuori del rispetto delle norme”.


