Con l’arrivo anticipato dell’estate, temperature elevate e ondate di calore che stanno interessando anche la Toscana, la Regione ha deciso di anticipare i provvedimenti per la tutela dei lavoratori esposti al rischio caldo. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha infatti firmato un’ordinanza che introduce una serie di misure per ridurre i rischi legati allo stress termico nei luoghi di lavoro all’aperto o in ambienti particolarmente esposti al calore.

L’ordinanza resterà in vigore fino al 31 agosto 2026 e prevede, nei giorni classificati a rischio elevato, il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00, qualora il rischio da calore permanga nonostante l’adozione delle misure preventive previste.

Il provvedimento riguarda in particolare il settore agricolo e florovivaistico, i cantieri edili all’aperto e le cave. A determinare le giornate considerate a rischio saranno le mappe pubblicate dal sistema Worklimate, prendendo come riferimento il livello di rischio rilevato alle ore 12: in presenza di rischio “alto” potranno scattare le limitazioni.

CNA Toscana esprime apprezzamento per la tempestività della misura e per l’obiettivo di tutela della salute dei lavoratori, ma evidenzia alcune criticità nel metodo seguito.

“Non critichiamo il merito dell’ordinanza – afferma il Presidente di CNA Costruzioni Toscana, Giuseppe Gennaro – ma non condividiamo il percorso che ha portato alla sua definizione. Si tratta di un provvedimento importante, arrivato opportunamente in anticipo rispetto allo scorso anno, ma sarebbe stato auspicabile un percorso di concertazione che coinvolgesse, oltre alle organizzazioni sindacali, anche le associazioni datoriali”.

“Avremmo potuto offrire contributi utili, suggerimenti operativi e indicazioni concrete per migliorare ulteriormente il testo – prosegue Gennaro –. Quando si interviene su temi che riguardano direttamente l’organizzazione del lavoro nelle imprese, il confronto preventivo rappresenta un valore aggiunto”.

CNA ribadisce quindi la piena disponibilità a collaborare con le istituzioni regionali per individuare soluzioni condivise che sappiano coniugare la tutela della salute dei lavoratori con la sostenibilità organizzativa delle imprese, in un contesto climatico che rende sempre più necessario affrontare il tema con strumenti strutturali e condivisi.

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