Il Decreto-legge 18 marzo 2026, n. 23, contiene una serie di misure adottate dal governo per contrastare l’aumento dei costi energetici. Il provvedimento, frutto anche dell’impegno politico di CNA Fita a livello nazionale – portato avanti sia direttamente che in modo coordinato nell’ambito di Unatras -, pur rappresentando un passo concreto per dare respiro alle imprese, non recepisce alcune richieste avanzate dalla confederazione.
In particolare, CNA Fita continua a chiedere:
- La sospensione dei pagamenti contributivi, previdenziali e assicurativi per alleggerire il peso finanziario immediato sulle imprese;
- Procedure che garantiscano il recupero delle accise in tempi rapidi, evitando i lunghi iter burocratici attuali;
- L’aumento dell’importo delle trasferte e delle spese non documentate, una misura attesa da tempo che incide direttamente sui costi del personale viaggiante;
- La stabilizzazione strutturale della riduzione delle accise per l’autotrasporto, trasformando quella che oggi è una misura emergenziale in un beneficio permanente per la categoria.
Restano escluse dal credito d’imposta aggiuntivo, inoltre, le imprese con veicoli sotto le 7,5 tonnellate, creando una disparità di trattamento all’interno della filiera.
Il Decreto-legge 18 marzo 2026, n.23, prevede le seguenti misure:
- Il contrasto alla speculazione. Sono previsti nuovi obblighi di trasparenza per le società petrolifere, con il blocco dei rincari dei prezzi nella stessa giornata in cui vengono comunicati e un monitoraggio rafforzato da parte del Garante dei prezzi e della Guardia di Finanza;
- Taglio delle accise. È stata disposta una riduzione immediata di 20 centesimi al litro (che arrivano a 24,4 centesimi considerando l’Iva) per benzina e gasolio, valida per un periodo iniziale di 20 giorni dal 19 marzo.
- Credito d’imposta per l’autotrasporto. È previsto un contributo straordinario per compensare l’aumento dei costi dei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 rispetto al prezzo di febbraio. La misura, per adesso solo teorica perché non è nota la differenza tra il prezzo medio di febbraio e quello del successivo trimestre, è riservata esclusivamente ai veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e di classe ambientale Euro 5 o superiore;
- Aggiornamento costi di esercizio. Fino al 30 giugno 2026, il ministero aggiornerà mensilmente i valori indicativi dei costi di esercizio per la componente gasolio, permettendo un adeguamento più rapido dei contratti con i committenti.
Le modalità operative e le percentuali effettive del credito d’imposta saranno definite da un decreto attuativo entro il 17 aprile.


