Dopo quasi 10 anni arriva una sentenza storica per gli autotrasportatori: il Tribunale di Milano ha riconosciuto le ragioni di CNA Fita nel procedimento contro il cartello dei costruttori di autocarri. “Si tratta di un risultato importantissimo – commenta Michele Demi, presidente di CNA Fita Grosseto – che dà seguito a un’iniziativa avviata il 19 luglio 2016 a seguito dell’accertamento della Commissione europea, secondo cui i principali costruttori di camion avevano agito, per anni, attraverso un cartello illecito, coordinando i prezzi a danno degli acquirenti. Nel 2017 la nostra associazione, con il supporto dello studio legale Scoccini & Associati e di Ali, Antitrust Litigation Investment Spa, ha promosso un’azione risarcitoria assumendosi la responsabilità di una battaglia lunga e complessa che aveva come controparte i colossi industriali produttori di autocarri”.

La sentenza emessa, che non è ancora passata in giudicato, è destinata a fare storia nel contenzioso antitrust italiano. “Nel primo giudizio relativo al ‘Cartello dei costruttori di autocarri’ – continua Demi – instaurato dagli associati CNA Fita, i giudici hanno riconosciuto alle imprese un risarcimento dell’8% sul prezzo di acquisto, che corrisponde, in media, a 13mila euro per ogni singolo camion. La decisione del Tribunale conferma la validità della strategia di CNA Fita che, già nel 2017, era stata premiata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato come migliore iniziativa del mondo associativo e che oggi porta un risultato concreto a tutela delle imprese dell’autotrasporto”.

“CNA Fita è stata lungimirante – continua Demi – perché, mentre il mercato offriva soluzioni sbrigative da 700 euro a mezzo, abbiamo lottato per restituire dignità e reale valore economico ai nostri trasportatori”.

Alla sentenza si è arrivati dopo il rifiuto di alcune case costruttrici di trovare una soluzione transattiva equa: “ma questo – prosegue Demi – ha consentito di ottenere un risarcimento che supera la media che i tribunali europei liquidano in via equitativa e che si aggira intorno al 5%. Questa vicenda conferma l’importanza della rappresentanza associativa come strumento più efficace di tutela per le piccole imprese”.

Intanto, è ancora possibile aderire all’azione e richiedere i rimborsi sul cartello autocarri per i veicoli acquistati tra il 1997 e il 2011.

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