Con il DL n. 146 del 21 ottobre scorso si inseriscono misure urgenti a tutela del lavoro. Fra le modifiche rilevanti al titolo I del D.Lgs. 81/2008, introdotte con questo decreto, quella che più modifica l’attuale sistema di vigilanza in materia, è l’attribuzione anche all’Ispettorato nazionale del Lavoro, che finora poteva intervenire solo nel settore dell’edilizia, della vigilanza in materia di salute e sicurezza per tutti i settori lavorativi. Questo compito fino ad oggi era attribuito solo ai servizi delle Asl. Per assolvere questi ulteriori compiti in materia di vigilanza è prevista l’assunzione di oltre 1100 ispettori per l’Ispettorato nazionale del lavoro e Carabinieri (nucleo ispettivo SSL).

Come CNA, abbiamo ribadito sempre la necessità di un coordinamento nell’attività di controllo, trai vari soggetti preposti e interpretazioni univoche in materia di vigilanza, per evitare che i controlli, anziché stanare chi non rispetta le regole, si trasformino in un ulteriore aggravio per le imprese in regola.  La scelta compiuta, con la modifica, è in controtendenza rispetto all’attuale e  non garantisce il necessario rafforzamento della importante attività di informazione, formazione e prevenzione svolta, in questi 30/40 anni dai servizi di prevenzione delle ASL.

A questa novità si aggiunge l’inasprimento delle sanzioni previsto con la totale riscrittura dell’art. 14.
Pur condividendo l’obiettivo del contrasto al lavoro irregolare, con la diminuzione della percentuale da 20% a 10% di lavoratori in nero, che dà luogo alla sospensione dell’attività imprenditoriale, CNA non condivide  l’inasprimento previsto per le gravi e reiterate violazioni elencate nell’allegato I del T.U. La riscrittura dell’articolo, infatti, prevede l’eliminazione della previsione di “reiterazione” della violazione, significa quindi che per una qualsiasi delle gravi violazioni previste nell’allegato I (mancanza di DVR, POS, formazione e addestramento, PDE, etc.) l’INL adotta il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, oltre naturalmente all’aumento delle relative sanzioni.

CNA è già impegnata ad avanzare, presso tutte le sedi istituzionali, una linea di intervento indirizzata, più efficacemente, ad una logica di prevenzione e non di repressione, che tenga conto della realtà produttiva italiana, adeguando e riscrivendo regole/oneri di salute e sicurezza più attinenti alle peculiarità di ciascun settore produttivo e alle dimensioni aziendali (proporzionamento dell’intensità delle misure).

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