La riforma della legge quadro sull’artigianato è stata al centro dell’assemblea annuale di CNA Grosseto, che si è svolta nei giorni scorsi e che ha visto gli interventi degli onorevoli Fabrizio Rossi e Marco Simiani, del presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda, e il contributo tecnico di Roberto Angelini, di CNA nazionale, che ha evidenziato l’impellenza di esercitare la delega inserita nel corpo della legge annuale sulle Pmi, prima che scada ai dicembre il termine dei nove mesi. “Stiamo lavorando alacremente insieme al Governo affinché si arrivi il prima possibile all’emanazione di uno schema di decreto delegato condiviso – precisa Roberto Angelini – su cui il Parlamento possa essere chiamato ad esprimere per tempo il proprio orientamento. Ecco perché, in questa fase, è importante anche il confronto con gli esponenti di tutte le forze parlamentari, in modo che risultino ben chiare le buone ragioni espresse da artigiani e piccole imprese”.
“La legge quadro sull’artigianato è un testo legislativo ormai datato, che risale a 40 anni fa – spiega Saverio Banini, presidente di CNA Grosseto – e che non tiene conto delle profonde trasformazioni che il tessuto economico e sociale del nostro Paese ha vissuto, né delle mutate condizioni internazionali che oggi rendono l’attività di artigiani e piccoli imprenditori sempre più complessa. Le piccole e medie imprese rappresentano però l’ossatura della nostra economia ed è quindi necessaria una revisione del quadro normativo, come la nostra associazione chiede da tempo. Per il Governo, aggiornare la norma è un’opportunità di dare una risposta concreta alle piccole e media imprese e agli artigiani prima della fine del mandato: ci auguriamo che non perdano l’occasione di dare una risposta chiara ai bisogni più volte espressi dalla nostra categoria”.
Nel dettaglio, sono tre gli aspetti sui quali CNA chiede di intervenire per rispondere alle nuove esigenze del comparto. Il primo riguarda il superamento degli attuali limiti dimensionali delle imprese artigiane, affinché possano aumentare il numero dei dipendenti senza perdere la qualifica di impresa artigiana.
“È molto importante superare le attuali soglie numeriche di dipendenti– prosegue Banini – permettendo agli imprenditori artigiani di evolvere verso modelli organizzativi più moderni, capaci di competere e utili a rafforzare la struttura economica del Paese. Abbiamo però responsabilmente accompagnato la proposta con l’introduzione di una clausola di neutralità contributiva, affinché il percorso di crescita dell’impresa e il mantenimento di un contratto collettivo proprio dell’artigianato non comportino per il lavoratore e per le casse dell’Inps un ammanco. In secondo luogo, chiediamo la semplificazione normativa del ricorso alla società a responsabilità limitata con una pluralità di soci, valorizzando la presenza anche di un singolo socio artigiano ai fini della direzione strategica dell’impresa”.
A questo si aggiunge la richiesta di rafforzare il ruolo dell’Albo delle imprese artigiane che, negli ultimi 15 anni, ha registrato una significativa diminuzione delle imprese iscritte. Fondamentale anche il tema dell’accesso al credito: “Deve essere più semplice e meno oneroso per le imprese artigiane – sottolinea Banini –. In questo senso è fondamentale valorizzare il ruolo dei Confidi, che rappresentano uno strumento essenziale per facilitare l’accesso ai finanziamenti”.
La tavola rotonda sulla legge quadro sull’artigianato, che si è svolta nel corso dell’assemblea annuale di CNA Grosseto, è stata moderata dal giornalista Enrico Pizzi. Presenti in sala anche la consigliera regionale Lidia Bai, in rappresentanza della Regione Toscana, e i rappresentanti delle associazioni di categoria del territorio grossetano.











