“Speriamo che il Governo riveda i suoi piani e che decida di non abbandonare le aree interne, destinandole, di fatto, a una lenta eutanasia, ma di tornare a sostenerle perché molte realtà territoriali, come la provincia di Grosseto, ospitano numerose aree interne che hanno bisogno di tornare ad essere attrattive dal punto di vista economico, turistico, sociale”. Alessandro Pasqui, presidente della zona Amiata di CNA Grosseto commenta il nuovo Piano strategico nazionale per le Aree interne (Psnai) 2021-2027 approvato dal Ministero per le Politiche di Coesione e lo fa esprimendo preoccupazione per quanto riportato nel documento.

“Il riconoscimento di alcune zone come Aree interne – dice Pasqui – ha permesso ad alcuni territori di ottenere finanziamenti per sostenere progetti importanti che, oltre a riqualificare delle zone, portano anche dei benefici a livello economico e sociale e sono serviti a contrastare in parte l’impoverimento demografico e la disgregazione della comunità. Il documento del Governo sembra non riconoscere più valore a questo tipo di programmazione e va in contrasto l’attuale piano che, per alcune zone, penso all’Amiata grossetana, ma anche alle Colline del Fiora e alle Colline Metallifere, hanno consentito di investire in azioni di sviluppo, dando un grande incentivo a molte progettualità. In questi ultimi anni, le Regioni hanno preso le indicazioni delle aree interne come priorità per l’assegnazione di contributi e finanziamenti, nell’ambito di alcuni bandi riservati proprio alle zone che rientrano in tale classificazione”.

“Come artigiani che operano in queste aree – conclude Pasqui – non possiamo rassegnarci alla marginalità a cui il Governo sembra volerle relegare. Vogliamo, al contrario, un supporto nell’attività che, ogni giorno, portiamo avanti per contribuire nel rilancio di territori che hanno tanto offrire anche dal punto di vista artigianale in termini di competenze, di saperi, di professionalità: molte aree interne hanno delle peculiarità che andrebbero valorizzate, come alcune tipologie di turismo, progetti specifici di valorizzazione dell’ambiente e un tipo di qualità della vita che si può porre come modello alternativo a ritmo dei centri urbani più grandi e popolosi. Se così non faremo, rischiamo di compromettere il futuro di questi territori e di costringere i nostri giovani a spostarsi, contribuendo a spopolare intere porzioni della provincia di Grosseto e incrementando la tendenza di invecchiamento della popolazione”.

 

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