Un confronto concreto, positivo e con la disponibilità a proseguire il dialogo sui principali temi che interessano le imprese della nautica e della dimensione subacquea.
È questo il risultato dell’incontro che si è svolto a Roma tra il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci e una delegazione di CNA Nautica, guidata dalla presidente nazionale Federica Maggiani.
L’incontro è stato l’occasione per portare direttamente all’attenzione del Ministro il punto di vista delle micro, piccole e medie imprese che compongono una parte fondamentale dell’economia italiana del mare e per mettere sul tavolo alcune proposte concrete.
A Musumeci CNA Nautica ha consegnato innanzitutto la nona edizione del Rapporto “Dinamiche e prospettive di mercato della filiera nautica da diporto”, il lavoro attraverso il quale l’associazione cerca da anni di restituire una fotografia della nautica più ampia rispetto a quella che emerge dalle tradizionali classificazioni statistiche.
Dietro ogni imbarcazione italiana, infatti, opera una filiera articolata di imprese della meccanica, dell’impiantistica, dell’elettronica, della falegnameria, dell’arredamento, del tessile tecnico, della carpenteria, della verniciatura, della manutenzione, del refitting, del rimessaggio e dei servizi.
Un patrimonio diffuso di piccole imprese, professionalità e competenze che costituisce una parte determinante del successo internazionale della nautica italiana, ma che non sempre trova adeguato riconoscimento nella rappresentazione statistica del comparto e, di conseguenza, nelle politiche ad esso rivolte.
Una parte importante dell’incontro è stata dedicata alla dimensione subacquea, settore nel quale CNA Nautica guarda con favore al percorso di riordino normativo avviato dal Paese.
Nel position paper consegnato al Ministro, CNA esprime infatti una valutazione positiva dell’impianto della legge n. 9/2026, dell’istituzione dell’Agenzia per la Sicurezza delle Attività Subacquee e della prospettiva di arrivare a un registro unico e a standard tecnici omogenei sul territorio nazionale.
Proprio per rendere più efficace questo percorso, CNA Nautica ha però individuato alcuni aspetti sui quali ritiene opportuno intervenire, partendo dall’esperienza diretta degli operatori.
Le proposte riguardano, tra l’altro, le qualifiche professionali, l’equivalenza tra brevetti civili e militari, i limiti operativi delle diverse figure, le responsabilità durante le immersioni e alcuni aspetti relativi al rientro in attività dopo un infortunio.
Il principio indicato dalla presidente Maggiani nel corso dell’incontro è chiaro: non meno sicurezza, ma regole capaci di coniugare standard elevati, professionalità e realtà operativa delle imprese. In questa direzione va anche la richiesta contenuta nel documento di rafforzare il contrasto all’esercizio abusivo della professione e alle violazioni delle norme di sicurezza che possono mettere a rischio le persone o l’ambiente.
Altro tema affrontato è stato quello delle infrastrutture per la nautica da diporto e, in particolare, dei Marina Resort.
Porti turistici e marina rappresentano infatti molto più di semplici luoghi di ormeggio: intorno a queste infrastrutture si sviluppano attività di manutenzione e refitting, servizi, commercio, turismo e occupazione.
Oggi, tuttavia, classificazioni e adempimenti relativi ai Marina Resort possono variare sensibilmente tra le diverse Regioni. Il dossier CNA documenta concretamente queste differenze e propone di arrivare a linee guida nazionali, buone prassi e modulistica standardizzata, per offrire maggiore certezza agli operatori e favorire gli investimenti.
L’incontro ha consentito di registrare da parte del ministro Musumeci ascolto e apertura alla prosecuzione del confronto e a ulteriori implementazioni sui temi sottoposti alla sua attenzione.
Un risultato importante soprattutto per il metodo.
CNA Nautica intende infatti confermarsi come un interlocutore propositivo delle istituzioni, non limitandosi a rappresentare criticità o avanzare richieste, ma mettendo a disposizione del Governo imprese, competenze, professionalità e conoscenza diretta dei processi produttivi.
“Il mare ha assunto finalmente una maggiore centralità nell’agenda del Paese – ha sottolineato Federica Maggiani –. Ora dobbiamo fare un passo ulteriore: trasformare sempre più la politica del mare anche in una vera politica industriale del mare, capace di riconoscere e valorizzare tutte le imprese che ne compongono le filiere”.
È su questo terreno che CNA Nautica intende proseguire il confronto con il Governo, portando la voce delle piccole e medie imprese dentro la costruzione delle politiche del mare e contribuendo, con proposte concrete, alla loro attuazione.
Fonte:ufficio stampa Cna Nazionale


