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Decreto Agosto, le novità in materia di lavoro

Decreto Agosto, le novità in materia di lavoro
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Nel decreto Agosto sono molte le novità in materia di lavoro. Di seguito un breve riepilogo degli aspetti più importanti.

AMMORTIZZATORI SOCIALI

E’ previsto un nuovo stanziamento di diciotto settimane di sostegno al reddito per il periodo 13 luglio – 31 dicembre 2020.
In questo periodo, le diciotto settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale Covid-19. Pertanto, i periodi di integrazione salariale precedentemente autorizzati e collocati – anche parzialmente – dopo il 12 luglio, sono computati nelle suddette diciotto settimane.
Le nuove settimane sono disciplinate in questo modo: le “prime” 9 sono riconosciute senza particolari novità normative, mentre le “seconde” 9 sono riconosciute solo ai datori a cui sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di nove settimane e solo dopo che sia decorso il periodo autorizzato. Inoltre, è previsto il pagamento di un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, di importo variabile (9% o 18%) in base a un confronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e il fatturato aziendale del primo semestre 2019. Il contributo addizionale non è dovuto per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% e per coloro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.

E’ disposto un nuovo stanziamento economico per i fondi di cui all’art. 27 del d.lgs. n. 148/2015 (tra cui FSBA, il Fondo di solidarietà bilaterale per gli artigiani) del valore di 1.600 milioni, da trasferire, previo decretodel Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. FSBA è stato destinatario del 75% della dotazione economica finora complessivamente stanziata dalla normativa per i Fondi di cui all’art. 27. Si tratta di un importo rilevante, che rappresenta un successo importante per il nostro Fondo e per la CNA, che in queste settimane so è spesa ai massimi livelli per poter rendere ancora più evidente il valore e l’importanza strategica di FSBA, unico strumento di sostegno per l’artigianato, settore particolarmente rilevante e delicato per il nostro tessuto economico, in grado di muovere intere filiere, valorizzare territori, concorrere alla crescita e al progresso del Paese, non solo da un punto di vista economico, ma anche da un punto di vista sociale e culturale.

Fondamentale è anche la disposizione che, accogliendo le istanze presentate in molteplici occasioni dalla nostra Confederazione, prevede che la somma di 1.100 milioni precedentemente stanziata per i Fondi di cui all’art. 27 d.lgs. 148/2015 (decreto Cura Italia e Decreto Rilancio) venga incrementata di 500 milioni a valere sulle risorse di cui all’art. 22 ter del d.l. 18/2020 per far fronte alle prestazioni già previste e autorizzate e che non sono ancora state pagate.
Alla luce di queste disposizioni, FSBA sta già aggiornando le procedure per l’accesso alle nuove prestazioni, con l’obiettivo di  consentire alle imprese artigiane di accedere a questi strumenti di sostegno al reddito nel tempo più celere possibile.

CONTRIBUTI
Rilevanti novità anche in materia di esonero contributivo.
La prima si rivolge ai datori di lavoro che, avendo già fruito dei trattamenti di sostegno al reddito per i mesi di maggio/giugno, non richiedono le nuove prestazioni. Queste aziende possono beneficiare di un esonero dei contributi previdenziali per un periodo massimo di quattro mesi ed entro il 31 dicembre 2020, nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei mesi di maggio e giugno.
La seconda disposizione in materia di esonero contributivo si rivolge ai datori di lavoro che, fino al 31 dicembre assumono a tempo indeterminato o trasformano a tempo indeterminato un contratto a termine. Essi possono beneficiare di un esonero contributivo per un massimo di sei mesi decorrenti dall’assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro riparametrati su base mensile. Sono escluse dal beneficio le assunzioni con contratto di apprendistato e le assunzioni rivolte a lavoratori che hanno avuto, nei sei mesi precedenti, un contratto a tempo indeterminato con il medesimo datore di lavoro.
Il medesimo esonero è riconosciuto nelle stesse modalità e sino ad un massimo di tre mesi, anche per le assunzioni a termine o con un contratto di lavoro stagionale nel settore del turismo e degli stabilimenti termali.
Infine, viene riconosciuta una specifica agevolazione contributiva per l’occupazione nelle aree svantaggiate. In determinate zone – che verranno individuate in base al rispetto di parametri connessi al PIL e al tasso di occupazione – viene introdotto un esonero dal versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali per il periodo 1° ottobre – 31 dicembre. Si tratta di un esonero non connesso alle nuove assunzioni, ma riconosciuto anche ai rapporti di lavoro dipendente in essere e finalizzato proprio a contenere gli effetti straordinari sull’occupazione determinati dall’emergenza sanitaria.

CONTRATTI A TERMINE
E’ prevista la possibilità di prorogare o rinnovare il contratto fino al 31 dicembre 2020 in base al vigente regime speciale. Il rinnovo o la proroga possono essere disposti una sola volta per un periodo massimo di dodici mesi nel rispetto della durata massima complessiva di 24 mesi.
È stata inoltre abrogata – dietro forte sollecitazione anche della nostra Confederazione – la disposizione che aveva introdotto un meccanismo di proroga automatica dei contratti a termine e dei contratti di apprendistato, di durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza epidemiologica.

BLOCCO DEI LICENZIAMENTI
Rimane il blocco dei licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo. La norma infatti preclude tale possibilità ai datori di lavoro che non fruiscono integralmente degli ulteriori ammortizzatori sociali previsti dal decreto in parola, ovvero dell’esonero dal versamento dei contributi nella casistica prevista a favore delle aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione. In ogni caso, il divieto non si applica alle ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività d’impresa.
È prevista, inoltre, l’introduzione di nuove indennità per determinate categorie di lavoratori (dipendenti e autonomi) e in presenza di specifiche condizioni.

 

Per informazioni è possibile rivolgersi a CNA Grosseto: tel 0564 4711 – g.cini@cna-gr.it




Pubblicato da: CNAGROSSETO.IT

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