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Credito di imposta per le spese di sanificazione

Credito di imposta per le spese di sanificazione
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Con l’emanazione del provvedimento dell’Agenzia delle entrate, dal 20 luglio è possibile presentare le domande per il credito d’imposta del 60% relative alle spese per l’adeguamento e la sanificazione degli ambienti di lavoro come anche per l’acquisto dei dispositivi di protezione.

Si tratta di un successo raggiunto dall’associazione a livello nazionale, perché nei Protocolli di regolamentazione delle misure per per il contrasto, contenimento e diffusione del Covid 19 erano presenti i termini “pulizia e sanificazione” anche se di fatto – nella circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020, che forma parte integrante degli stessi Protocolli di sicurezza – si descrivono operazioni di pulizia e disinfezione quali operazioni necessarie e sufficienti ai fini dell’eliminazione del Covid-19.

Una confusione terminologica che indotto erroneamente molte aziende/clienti di  imprese di pulizia e disinfezione a ritenere che occorresse rivolgersi unicamente alle imprese abilitate alla sanificazione per ottenere il credito di imposta previsto dagli articoli 120 e 125 del Decreto Rilancio.

COSA PREVEDE L’AGENZIA DELLE ENTRATE

Con la circolare 20/E, l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, chiarito crediti d’imposta relativi alle spese di adeguamento degli ambienti di lavoro (art. 120 del D.L. n. 34/2020) e alle spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale (art. 125 del D.L. n. 34/2020). Alla circolare ha fatto seguito il provvedimento direttoriale n. 259854/2020 per l’approvazione dei modelli e delle relative istruzioni per la fruizione dei predetti crediti.  Adesso, nei documenti pubblicati dall’Agenzia delle entrate sono illustrate le tipologie di spese, sostenute nel 2020, necessarie per il riconoscimento dei crediti d’imposta, le modalità e i termini di utilizzo (circolare n.3 del 23 luglio).  Nella circolare si fa riferimento ai dispositivi di protezione individuale “conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea”, che dovrebber far rientrare nell’agevolazione anche i dispositivi di protezione individuale validati in deroga (ai sensi dell’art. 15 del Dl 18/2020), ma questa occorrenza dovrebbe emergere dalla fattura emessa dal venditore. Rientrano poi, nei dispositivi di protezione individuale, quelli già indicati nella circolare 9/E di aprile 2020.

Inoltre, rientrano nel credito d’imposta anche le spese sostenute per l’acquisto di articoli di abbigliamento protettivo, dai molteplici usi, non necessariamente correlati alla sanificazione come guanti in lattice, visiere ed occhiali protettivi, tute di protezione ed altro ancora, acquistati per tutto il periodo 2020 anche ante Covid-19, necessari, tra l’altro, a prevenire o contenere la diffusione della malattia da Covid-19.

Altra questione di rilievo riguarda la definizione dell’attività di “sanificazione” i cui costi rientrano nella possibilità di maturare il credito d’imposta. A questo proposito l’Agenzia delle Entrate precisa, che rientrano nell’ambito di applicazione del credito d’imposta i costi riferibili alle attività indicate dai protocolli di regolamentazione vigenti e che queste risultino da apposita certificazione redatta da operatori professionisti.

La CNA esprime soddisfazione per il fatto che secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate le spese agevolate sono tutte quelle sostenute relative alle attività indicate nei protocolli del ministero della Salute “finalizzate ad eliminare o a ridurre in quantità non significative la presenza dei virus”, a prescindere dal soggetto che svolge le attività indicate. Considerando anche che il Ministero della Salute (22 maggio 2020, n. 17644), ha definito la sanificazione quale “complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e mantenimento della buona qualità dell’aria”, è evidente che si tratta di attività che possono essere svolte da qualsiasi impresa che effettua pulizia di locali commerciali. E vista l’assenza di un apposito albo o lista che identifichi gli “operatori professionisti”  si ritiene che professionalità indicata dall’Agenzia delle Entrate faccia riferimento alla generale attività professionale dell’azienda che offre il servizio di disinfezione indicato dalla circolare del Ministero della Salute.

Come richiesto in più occasioni dalla CNA, saranno, pertanto, agevolate anche le attività eseguite dalle imprese di pulizia come le attività effettuate in economia dalle imprese, ovviamente, che siano eseguite le attività specificatamente indicate dai protocolli di regolamentazione vigenti. La circolare dell’Agenzia delle Entrate, infatti, estende l’agevolazione anche ai costi sostenuti per le attività svolte in economia dal soggetto beneficiario in presenza di specifiche “competenze già ordinariamente riconosciute” dei propri dipendenti o collaboratori, sempre nel rispetto delle indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione interna.

Si esprime, invece, rammarico per il fatto che le domande per i crediti d’imposta per la sanificazione e dei dispositivi di protezione, possano essere presentate solamente fino al 7 settembre 2020.

Anche se si comprende che la data sia funzionale a consentire di rendere utilizzabili i crediti d’imposta per l’esecuzione dei versamenti in scadenza il 16 settembre 2020, le imprese stanno affrontando una concentrazione di adempimenti veramente insostenibile.

 

 

 

Consulta qui la Circolare per il credito d’imposta imprese di pulizia




Pubblicato da: CNAGROSSETO.IT

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