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Sicurezza: ecco le nuove regole per contenere la diffusione del Covid-19

Sicurezza: ecco le nuove regole per contenere la diffusione del Covid-19
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Il 24 aprile scorso è stato sottoscritto dal Governo e dalle parti sociali l’aggiornamento del protocollo condiviso per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il documento contiene le nuove regole da attuare per contenere la diffusione del Covid-19 nella cosiddetta “fase 2” per le aziende che sono già aperte e che riapriranno al partire dal 4 maggio prossimo.  

Per informazioni e assistenza si rimanda ai contatti in fondo a questa pagina.

La nuova versione del protocollo che è inclusa come allegato n. 6 nel Dpcm del 26 aprile scorso, si applica sia alle attività che possono ripartire dal 4 maggio prossimo, sia a quelle già operanti in precedenza che, dalla data di entrata in vigore del Dpcm, quindi dal 27 aprile 2020, proseguiranno la loro attività. Il documento tiene conto dei provvedimenti del Governo e del Ministero della Salute che si sono succeduti in questo periodo, compreso il Dpcm del 10 aprile scorso.

Resta confermato che nei luoghi di lavoro non sanitari, il Covid-19 rappresenta un rischio biologico generico per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione e risulta quindi corretto seguire le indicazioni dell’Autorità sanitaria. Quindi si ritiene che il datore di lavoro non sia tenuto ad aggiornare il documento di valutazione dei rischi (DVR), ma possa ritenersi sufficiente che provveda a mettere in atto le procedure operative per la gestione delle attività lavorative nell’attuale situazione di emergenza sanitaria.
Inoltre, le misure di precauzione sono da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali.

Di seguito per ogni punto del protocollo, si evidenziano le principali novità:

Novità – sospensione attività per mancata attuazione Protocollo
La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione, e che la mancata attuazione del Protocollo che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Punto 1- INFORMAZIONE

Le imprese devono fornire ai lavoratori e a chiunque entri in azienda un’informativa, i cui contenuti sono dettagliati nel Protocollo, mediante consegna o affissione, all’ingresso e nei locali aziendali in luoghi maggiormente visibili appositi dépliant informativi.
Tra queste, si evidenza l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nell’accesso e nel permanere in azienda, l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria, oltre che di informarne il proprio datore di lavoro.

Novità – informazione sulla base delle mansioni e dei contesti lavorativi
Come novità spicca la previsione che l’azienda fornisca una informazione adeguata sulla base delle mansioni e dei contesti lavorativi con particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi in particolare sul corretto utilizzo dei DPI per contribuire a prevenire ogni possibile forma di diffusione di contagio.

Punto 2 – MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA

Risultano confermate per l’ingresso in azienda le indicazioni precedenti, come la possibilità di controllo della temperatura corporea dei lavoratori, nel rispetto della disciplina privacy vigente, nonché l’informazione che il datore di lavoro deve preventivamente fornire a chi intende far ingresso, della preclusione dell’accesso se negli ultimi 14 giorni sia stato in una condizione di rischio (contatto stretto o provenienza da zone a rischio). Sul versante privacy, sciolti i dubbi sulla legittimità, vanno seguite le indicazioni fornite nelle note al Protocollo.
Restano ferme anche le indicazioni sui comportamenti da seguire nel caso vengano riscontrate persone in questa condizione: vanno isolate, fornite di mascherine (chirurgiche) e dovranno contattare il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni; non dovranno invece recarsi al PS e/o nelle infermerie aziendali.

Novità – certificati di negativizzazione
Viene precisato che l’ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da Covid-19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.
Viene richiesta alle aziende la massima collaborazione all’autorità sanitaria territoriale competente anche per l’esecuzione del tampone per i lavoratori.

Punto 3 – MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI

Restano confermate le procedure di ingresso, transito e uscita mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite per l’accesso di fornitori esterni. Invariate anche le procedure per gli autisti dei mezzi di trasporto, per l’accesso di visitatori, nonché per le aziende in appalto. Tutti gli esterni devono sottostare a tutte le regole aziendali, comprese quelle per l’accesso.

Novità – aziende terze con casi Covid -19 e collaborazione tra committenti e imprese appaltatrici
Il nuovo Protocollo aggiunge due aspetti che si collegano alle informazioni che reciprocamente devono scambiarsi committente e impresa appaltatrice:
– in caso di lavoratori dipendenti da aziende terze che operano nello stesso sito produttivo (es. manutentori, fornitori, addetti alle pulizie o vigilanza) che risultassero positivi al tampone Covid-19, l’appaltatore dovrà informare immediatamente il committente ed entrambi dovranno collaborare con l’autorità sanitaria fornendo elementi utili all’individuazione di eventuali contatti stretti;
– l’azienda committente è tenuta a dare, all’impresa appaltatrice, completa informativa dei contenuti del Protocollo aziendale e deve vigilare affinché i lavoratori della stessa o delle aziende terze che operano a qualunque titolo nel perimetro aziendale, ne rispettino integralmente le disposizioni.

Punto 4 – PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA

In merito a questo tema restano immutate le precedenti indicazioni, prevedendo che sia assicurata la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica di locali, di postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), di aree comuni (es. mense) e di svago (es. di ristoro e pausa caffè).
In caso di presenza di persona con Covid-19 la pulizia e la sanificazione continua a svolgersi secondo le disposizioni della circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/2/2020.

Novità – sanificazione straordinaria alla riapertura in determinate situazioni
Si prevede che nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di Covid-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, sia necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020.

Punto 5 – PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI

Le precauzioni igieniche personali sono le medesime, focalizzandosi in particolare su quelle per le mani

Novità – Accessibilità dei detergenti per le mani
Si inserisce la disposizione che i detergenti per le mani devono essere accessibili a tutti i lavoratori anche grazie a specifici dispenser collocati in punti facilmente individuabili.

Punto 6 – DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

Resta fermo che:

  •  si potranno utilizzare mascherine in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ne prevede l’uso solo quando le persone sono malate o hanno sintomi influenzali o quando si assistono persone malate;
  • in caso di difficoltà di approvvigionamento e al solo fine di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dell’autorità sanitaria, dunque anche mascherine non marcate CE, previa valutazione dell’ISS;
  • per lavori a distanza ravvicinata che impongono una distanza interpersonale minore di 1 metro, laddove non siano possibili altre soluzioni organizzative (Smart working, turnazione, ecc.), si prevede l’obbligo dell’uso di mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie, dunque anche non marcate CE ma validate da Inail.

Novità – Uso DPI idonei e uso di mascherine chirurgiche per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni
Viene previsto che nella declinazione delle misure del Protocollo all’interno dei luoghi di lavoro sulla base del complesso dei rischi valutati e, a partire dalla mappatura delle diverse attività dell’azienda, si adotteranno i DPI idonei, oltre a quelli già previsti per l’attività svolta. Si ritiene opportuno diversificare i DPI per mansione. È previsto, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) in combinato con il DL n. 18 (art 16 c. 1).

Punto 7 – GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI, DISTRIBUTORI DI BEVANDE E/O SNACK…)

Nessuna novità per l’accesso agli spazi comuni che deve essere contingentato con previsione di ventilazione continua dei locali, con un tempo ridotto di sosta e il mantenimento della distanza di 1 metro.
Nulla cambia anche per l’organizzazione degli spazi e per la sanificazione degli spogliatoi, nonché per la sanificazione periodica e pulizia giornaliera distributori automatici.

Punto 8 – ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (TURNAZIONE, TRASFERTE E SMART WORK, RIMODULAZIONE DEI LIVELLI PRODUTTIVI)

Rispetto all’organizzazione aziendale restano confermate le indicazioni previste nella versione precedente (facoltà di disporre la chiusura di tutti i reparti, favorire il ricorso allo smart working, diminuire al massimo i contatti, utilizzare tutti gli strumenti dei CCNL per consentire l’astensione dal lavoro e utilizzare gli ammortizzatori sociali), ma sono introdotte anche alcune interessanti novità.

Novità – Distanziamento sociale attraverso smart working e rimodulazione degli spazi di lavoro smart working
Il lavoro a distanza continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione, ferma la necessità che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause).

Distanziamento sociale attraverso rimodulazione degli spazi

  • è necessario il rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e degli spazi aziendali. Nel caso di lavoratori che non necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro e che possono lavorare da soli, gli stessi potrebbero, per il periodo transitorio, essere posizionati in spazi ricavati ad esempio da uffici inutilizzati, sale riunioni.
  • per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente potranno essere trovate soluzioni innovative come, ad esempio, il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro ovvero, analoghe soluzioni.
  • l’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari.

Mobilità dei lavoratori
È essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento all’utilizzo del trasporto pubblico. Andrebbero incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro con adeguato distanziamento fra i viaggiatori, favorendo l’uso del mezzo privato o di navette.

Punto 9 – GESTIONE ENTRATA E USCITA DIPENDENTI

Nessuna novità per questi aspetti che favoriscono orari/ingressi scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).

Punto 10 – SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE

Nessuna novità anche per quanto riguarda gli spostamenti all’interno dell’azienda che devono essere limitati e comunque sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza. Continuano a non sono consentite le riunioni in presenza. Se è tecnicamente possibile, le riunioni vanno organizzate tramite collegamento a distanza. Gli eventi sono annullati, così come ogni attività di formazione, anche obbligatoria in aula.
Resta confermata la previsione relativa al mancato completamento dell’aggiornamento di formazione obbligatoria professionale/abilitante, stabilendo che in tale periodo di emergenza si possono continuare a svolgere gli specifici ruoli/funzioni (es. addetto all’emergenza, antincendio, primo soccorso, carrellista, ecc.).

Punto 11 – GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA

Resta immutata anche la procedura sulla gestione di persona che in azienda sviluppi sintomi da COVID-19, la stessa lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio personale. L’azienda dal canto suo deve procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti nei locali, seguendo le disposizioni dell’Autorità sanitaria. Dovrà, altresì, avvertire immediatamente le Autorità e collaborare con loro per la definizione di eventuali contatti stretti.

Novità – Mascherina chirurgica al momento dell’isolamento
A tale procedura si aggiunge soltanto che il lavoratore al momento dell’isolamento, deve essere subito dotato ove già non lo fosse, di mascherina chirurgica.

Punto 12 – SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS

Sulla sorveglianza sanitaria si conferma che deve proseguire, rispettando le misure igieniche del cosiddetto “decalogo” del Ministero della Salute. Continuano ad essere privilegiate le visite preventive, le visite a richiesta e le visite al rientro dalla malattia e nulla cambia per la sorveglianza sanitaria periodica che non va interrotta.
Resta confermato che il medico competente segnala situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy.

Novità – Sorveglianza sanitaria e il ruolo del medico competente nelle procedure di segnalazione dei lavoratori fragili e nelle fasi di rientro del lavoratore
Rispetto a questi temi sono introdotte novità che rispondono ad alcuni dubbi che, in questo ultimo periodo, ne hanno interessato l’applicazione pratica.
Si aggiunge che:

  •  alla ripresa delle attività, è opportuno che sia coinvolto il medico competente per le identificazioni dei soggetti con particolari situazioni di fragilità e per il reinserimento lavorativo di soggetti con pregressa infezione da COVID 19;
  • è raccomandabile che la sorveglianza sanitaria ponga particolare attenzione ai soggetti fragili anche in relazione all’età;
  • il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie e, in considerazione del suo ruolo nella valutazione dei rischi e nella sorveglianza sanitaria, potrà suggerire l’adozione di eventuali mezzi diagnostici qualora ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori (riteniamo che la disposizione si possa riferire anche ai test sierologici);
  • per il reintegro progressivo di lavoratori dopo l’infezione da Covid-19, il medico competente, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza, effettua la visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai 60 giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione – anche per valutare profili specifici di rischiosità – e comunque indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

Punto 13 – AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE

Si conferma lo strumento della costituzione del Comitato aziendale per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo, cui è prevista la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali ove costituite e del RLS.

Novità – attuazione mediante Organismi Paritetici e con il coinvolgimento delle autorità locali
In merito si aggiunge che:

  • se, per la particolare tipologia di impresa e per il sistema delle relazioni sindacali, non sia possibile la costituzione di comitati aziendali, verrà istituito, un Comitato Territoriale composto dagli Organismi Paritetici per la salute e la sicurezza (ove costituiti), con il coinvolgimento degli RLST e dei rappresentanti delle parti sociali;
  • potranno essere costituiti, a livello territoriale o settoriale, comitati anche con il coinvolgimento delle autorità sanitaria locali e degli altri soggetti istituzionali coinvolti nelle iniziative per il contrasto della diffusione del Covid-19.

E’ possibile rivolgersi all’Ufficio Ambiente & Sicurezza di CNA Grosseto,  per la predisposizione del Protocollo anti-contagio personalizzato, oppure una consulenza specifica, inviando un’email a:  r.santini@cna-gr.it e/o p.angiolini@cna-gr.it

Chi, invece, è interessato a ricevere ulteriori informazioni, potrà rivolgersi al personale dell’area sindacale:

Fabio Capitani (Unione Costruzioni, Unione Installazione ed impianti): 0564471210

Davide Pecci (Fita, Unione Servizi alla Comunità, Balneatori): 0564/471211

Roberto Matozzi (Unione Benessere e Sanità, Turismo e Commercio, Unione Produzione, Unione Alimentare, Unione Artistico e tradizionale, Unione Comunicazione, Federmoda: 0564/471212

 




Pubblicato da: CNAGROSSETO.IT

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